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    April 29

    Il richiamo

    Scrivo a intervalli di tempo sempre più lunghi l'uno dall'altro, quasi lo faccio per rispettare una specie di tradizione: il risultato è un impasto strano, senza un capo e una coda, quasi l'avessi fatto per forza. Non importa se si ha qualcosa da scrivere o meno, perchè lo spunto arriva da cose assurde il più delle volte. Nonostante la frenesia, e la mancanza di vuoto non siano elementi che possano contrastare la costruzione di un pensiero sensato. Dovrei prendere in considerazione di valutare l'importanza di questo spazio e decidere per il suo futuro forse. Non ho ancora deciso comunque, ma penso che dovrò rifletterci, per poter trovare un'utilità nello scrivere qualche cosa o nel mettere foto e quant'altro. Facebook non è la causa. Io preferisco uscire di casa e vedere le persone e interagire con loro dal vivo, live. Da qualche parte ho letto una critica mossa nei confronti di Facebook, secondo la quale, sarebbe un danno per le relazioni a breve distanza, in quanto il più delle volte, sabato sera trovi più gente on line che nei locali. Ma non voglio parlare di Facebook, sarà utile per mantenersi in contatto, ma non certo con quello che abita dall'altra parte della strada..


    April 22

    Uno detta e l'altro scrive

    Oggi è l'Earth Day, quindi la Giornata della Terra. Da più parti ho letto che questa giornata consiste nel trascorrerla a riflettere sul pianeta, sul suo futuro e tutto ciò che riguarda la sostenibilità. Non credo che molti sappiano dell'esistenza di questa sorta di ricorrenza, così come credo anche, che in pochi abbiano messo in pratica i consigli per il risparmio energetico, la raccolta differenziata e tutti quegli altri comportamenti che potrebbero servire a fare qualcosa. Non gliene frega niente a nessuno o quasi di come stanno andando le cose, ma tutti ce ne accorgeremo prima o poi. Magari succederà tra molti anni, quando la generazione che deve ancora arrivare, avrà molti più anni di quelli che ho io adesso. Di certo c'è che, alle comodità si fa fatica a dire di no, cambiare le abitudini o partire prima da casa e invece che prendere la macchina, usare un po' la bicicletta, è impensabile. Non ho tempo.
    Quante volte ho sentito questa frase..
    Da soli non si fa niente, qualsiasi cosa di una certa portata intendo. Ma rileggendo, mi sembra quasi di voler fare propaganda, e questo non è il mio intento. Sarà deformazione professionale, che con gli anni viene fuori.


    "Le buone maniere hanno la particolare caratteristica di non farsi notare; sono solo quelle pessime che saltano agli occhi"
    April 16

    El portero

    Ogni tanto penso a dove potrei essere e a cosa potrei fare, guardo il colore del cielo quando il sole è già sparito sotto l'orizzonte, che associato all'ora alla quale sono solito tornare verso casa, è come se mi facesse sentire i rumori di un mondo lontano, come se tutto davanti ai miei occhi sparisse e rimanesse solo qualche nuvola e il tenue azzurro prima del tramonto. Il cielo, comune a tutti i luoghi del mondo, basta solo alzare lo sguardo per trovare qualcosa di familiare ovunque ci si trovi. Fantastico in quei momenti, mi tornano alla mente tante cose, penso a come potrebbe andare in futuro, progetto qualcosa. Come quelli che in libreria, li vedi prendere in mano guide turistiche di luoghi remoti, che forse neanche ci andranno alla fine. Si siedono proprio, per ore magari, a leggersi tutte le pagine. Ecco, io difficilmente prendo in mano la guida delle Isole Tonga, però immagino.. Dopo aver prenotato il volo, entro anche io a scegliere la Lonely Planet adatta alla destinazione, è come se fosse una cosa indispensabile, come prenotare e pagare la quota, senza la quale non si va da nessuna parte. Poi qualcuno ti chiama, chiedendoti se sono 65 o 66, o magari ti consiglia di andare vivamente nel posto di cui stai leggendo la guida. Alzi lo sguardo, scosso e un po' stupito dalla perdita di concentrazione. In un attimo, ti fai una risata e chiudi, quasi per vergogna, la guida, rimettendola rigorosamente al suo posto: dici che guardavi così, che se avessi davvero dei soldi da spendere, avresti già preso un aereo e saresti arrivato da un pezzo in quei luoghi. Scambi due chiacchiere o forse più, e poi.. Nostalgia canaglia, voglia di non sentire più le solite cose di circostanza, il ricordo di qualcosa che era, sapere che non sarebbe più stato come prima, ma in pochi ti hanno ascoltato e neanche ci credevano. Ogni tanto alzi lo sguardo, ti sembra di vedere qualcuno che conosci, a volte sbaglio ma a volte no! Vedendo che non corre certo incontro a te, felice di vederti, attendi ancora un po'. Non succedendo niente, una persona normale cosa dovrebbe fare?

    "Ah! ah ah ah... Ah ah ah ah ah... (x2)

    Stai pensando a me?"

    Intanto mi arrivano notizie rassicuranti su più fronti.
    Ma da altri, attendo.
    April 08

    Operacion Puerto

    Ci sono casi che coinvolgono mezzo mondo, tutti ne parlano, le sorprese sono sempre lì dietro l'angolo e anche chi si crede sicuro di non essere coinvolto, rischia di essere tirato in ballo da un momento all'altro da chiunque. Magari da qualcuno alla ricerca di pubblicità per se stesso, che non guarda tanto in faccia alla gente. Sono le classiche bufere che si abbattono su vari ambienti. Questo è quello che succede quando si gode di una certa notorietà e visibilità a livello mediatico. Ma chi vive nel suo mondo, nel suo piccolo mondo, basta una sciocchezza per essere sbattuto come un fuscello da una parte o dall'altra. L'altra sera sono tornato indietro nel tempo, quel cinema che sembrava venir fuori da un film di Fellini, dove all'entrata, il padrone del cinema, che faceva accoglienza all'entrata, la maschera, il cassiere se la moglie non riusciva da sola, ti faceva immergere in una dimensione a tratti sconosciuta. Il non salutare, il non ringraziare, pensare che sia normale entrare in un negozio e non cagare nessuno neanche con lo sguardo, sia diventato parte integrante di una società superficiale. Sono bravi quelli che dicono che è così, e per ogni cosa rispondono uguale, con quel tipico "eeeh... dai... ma sì, chi se ne frega". Se non si sa cosa dire, meglio tacere piuttosto che dire ovvietà ripetendo i modi di dire più classici. L'8 aprile non sarà dimenticato con facilità, anche se avrei dovuto dire "è una data memorabile", ma sembrava troppo celebrativo per suggellare, in fin dei conti, un periodo di tempo, un percorso iniziato, un'idea pensata e sviluppata nel tempo, una sorta di progetto, per il quale, chi vorrà farne parte, dovrà dare un cenno. Io non posso aspettare o rimanere indietro come si faceva un tempo.
    Nel suo piccolo, quel cinema e quella sera, sono stati leggendari.
    April 01

    Il contrappasso

    La legge del contrappasso (dal latino contra e patior, "soffro l'opposto") è un principio che regola la pena che colpisce i rei mediante il contrario della loro colpa o per analogia ad essa. È presente in numerosi contesti storici e letterari, come ad esempio l'Inferno islamico o la Divina Commedia: tutte le figure presenti nell'Inferno e nel Purgatorio sono colpite da tale legge con punizioni adeguate alla loro condotta in vita. Dante stesso parla del contrappasso quando incontra i seminatori di discordia. Tutti i seminatori di discordia sono orrendamente mutiliati, perchè hanno diviso uomini, fomentato rivalità, sobillato fazioni. Questo consente di ricavare la definizione di contrappasso come di una legge generale. Secondo questa legge la pena non è inflitta casualmente ma alla luce di un preciso criterio di corrispondenza, come detto, per analogia o per contrasto alla colpa stessa; ciò significa che talvolta i dannati e gli espianti soffrono di una punizione che esaspera i caratteri della colpa; altre volte invece, la pena impone ai dannati un comportamento opposto a quello tenuto nel peccato, quasi a compensazione di esso. Un esempio di contrappasso per analogia è offerto dai lussuriosi; essi sono trascinati da una bufera che li sbatte da ogni parte senza sosta. La pena riflette il tumulto del loro animo che durante la vita fu sempre agitato dalla passione. Oppure gli eretici, che credettero l'anima mortale e quindi considerarono il corpo tomba dell'anima: giacciono in sarcofagi infuocati.
    Il contrappasso per contrasto è offerto dalla pena inflitta agli ignavi, che abbandonano la flemma che li contraddistinse in vita, per inseguire un'insegna insieme a coloro che si rifiutarono di riconoscersi in un simbolo, che li rincorrono, perseguitati da insetti e vermi.
    I superbi, tra gli espianti del purgatorio, camminano quasi strisciando sotto il peso di enormi massi: proprio loro, che tennero alta la testa in segno di baldanzosa sicurezza, devono chinarla fino a terra e, se vogliono alzare lo sguardo, devono eseguire penosi contorcimenti.
    Sintetizzando, con semplici esempi alla portata quotidiana di tutti: se per analogia, la pena è uguale al peccato, per esempio ipotetico gli alcolizzati sarebbero condannati a bere per l'eternità fino a scoppiare. Mentre per antitesi, la pena è diversa dal peccato, per esempio gli alcolizzati non potrebbero assaggiare neanche un po' di birra però magari ne sentirebbero l'odore per l'eternità.
    Mi ha sempre affascinato il simbolismo del contrappasso, in un certo senso fa anche ridere. Sembra una cagata, invece pure nella realtà subiamo le stesse punizioni, forse non ce ne rendiamo conto, ma in maniera non del tutto identica a quella descritta da Dante, paghiamo i nostri comportamenti.
    Ne sono sicuro.
    Dopo questo, inchino e.. chapeau!