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日志


12月27日

Te deum

Mi piace sentire le opinioni degli altri, mi piace sentire che lottano per ottenere qualcosa, anche se quel qualcosa è effimero. Faccio discorsi del cazzo a volte, solo alcuni riescono a capire il vero senso delle mie parole, mi danno ragione, ridono perchè nell'enfasi dico esattamente ciò che succede nella vita, senza far finta che non sia così. Come quelle filastrocche che girano per mail, sull'uomo, sulla donna.
Io credo che tutti quelli che abbiamo intorno, non siano lì per caso. Sono stati messi lì da qualcuno per un motivo ben preciso. Spesso non c'è equilibrio tra i due rapporti, c'è sempre uno dei due che crede o vorrebbe avere di più, di quello che l'altro ci concede. Pensiamo di aver lanciato tutti i più chiari messaggi, ma non è quasi mai abbastanza. Ti senti preso in giro, non ti senti considerato nonostante i ripetuti attestati di stima che si ricevono. Il fondo viene toccato quando si comincia a usare il dizionario parallelo. Lo conoscono tutti, ma nessuno ammetterà mai il contrario. Parole dal significato ben preciso, che vengono usate come intercalari, come se fossero esclamazioni, o come dire "Ciao", così da iniziare la frase. Le prendi anche per buone certe frasi, quando hai bisogno vai da chi si è offerto. Queste sono prese per il culo, quando si dice una cosa e se ne fa regolarmente un'altra. Percepisci un vuoto, vorresti vedere cos'è, subito. Vorresti fare domande, facendo presente ciò che si è sempre sostenuto da entrambe le parti, alla faccia della trasparenza. Ma il maledetto tempo non c'è mai, sempre quel cazzo di telefono e i suoi pericolosi sms privi di tono. Bisogna essere onesti con se stessi e non trincerarsi dietro a chissà cosa. Stai perseverando.
Vogliamo continuare a far parte l'uno della vita dell'altro o no?
Ne ho passati tanti di quei momenti, e adesso?
Non verrò più a cercarti, non ho più voglia di ascoltare le solite cose.
Poi perchè devo essere sempre e solo io l'ago della bilancia? Far pesare così spesso che se io dico di no, allora non se ne fa più niente perchè non mi rendo disponibile.
 
"Io ti ho vista già, eri in mezzo a tutte le parole che
non sei riuscita a dire mai.
Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove...
Ti ho vista fare giochi con lo specchio
e aver fretta di esser grande
e poi voler tornare indietro quando non si può. "
12月24日

Paddock chiuso

 
Ho tutto pronto. A dir la verità, ho già fatto tutto. Un po' come potrebbe dire Babbo Natale a quest'ora, che sta per iniziare il suo giro, fusi orari a parte. Resta poco nel mio sacco, le renne sono pronte a partire, sono al caldo in garage. Qualche consegna ancora mi manca. A dir la verità non so se riuscirò a farla. Babbo Natale fa tutto a domicilio, ma io non sono Babbo Natale.
Fa freddo, eh? Intanto sotto al mio albero di Natale i pacchetti stanno aumentando. Ne so qualcosa solo di alcuni, gli altri non li ho sbiriciati. Domattina guardo se c'è qualcosa per me, se no mi apro i miei due, quello con la carta grigia e quello con la carta dorata. Chissà cosa c'è..
 
"L'unico modo per descrivermi è fare un esempio: avete presente quei negozietti che si trovano nel centro di Roma, che quando entrate non sapete nemmeno voi esattamente cosa vendono... dove trovate milioni di cose... dalle più strane, alle più nuove, dalle rarità alle cose scontante... e dove basta aver pazienza, cercare per trovare una semplice, particolare ma preziosa cosa che vi affascina e comprate...
Ecco questo sono io.
Basta aver pazienza e cercare...
e dentro troverete un cuore, un anima e miliardi di sfumature di sentimenti..."
12月19日

Un'agenda per tutti

 
E' Natale. Quest'anno l'organizzazione è stata diversa da tutti quelli passati. Corse dell'ultimo momento non ne verranno fatte, ho definito il rimanente da fare, qualche giorno fa. L'incognita sull'esito credo che non sarai mai svelata, nessuno penso che verrà a dirmi dell'inutilità di un oggetto. Solo il pericolo doppione aleggia su di me. Ma ci vorrebbe proprio una serie di coincidenze, che adesso sicuramente si tramuteranno in realtà, avendolo detto.
Comunque, siccome oggi ho sentito parlare da un'altra persona, di una cosa che ci accomuna, e non è la prima, ne parlo pure io. E' da un po' che le uscite con gli amici non avvengono più in maniera corposa, cioè in tanti. Tralasciando i soliti luoghi comuni quali "si cresce, si cambia, gli interessi non sono più gli stessi", questo è un dato di fatto. Per quanto mi riguarda, l'ho notato e un po' mi dispiace. Ma tutto sommato, la cosa non mi sta deprimendo. Ma neanche esaltando, intendiamoci. Usando le testuali parole direi che "sto iniziando ad apprezzare tantissimo le piccole uscite in pochi, una volta con questo, una volta con quello; le telefonate di persona, senza sms newsletter generali; ecc... Ho come l'impressione così di riuscire a star dietro a tutti individualmente (uscendo sempre in tanti non ci riuscivo e magari passavo come menefreghista)."  Anche perchè, vista la difficoltà nell'organizzare qualcosa in gruppo, piuttosto che non fare niente, non vedo perchè non si possa fare con chi sarebbe disponibile. Indirettamente, quelle parole, mi hanno fatto sentire più vicino alle idee di altri. Cominciavo a pensare che fossi solo io a pensarla così. E chi non si sente coinvolto, non si deve offendere o risentirsi in qualche modo. Potrebbe esserci, non so..
Dopo anni di anonimato, Bologna è tornata a comparire con un articolo, su un giornale a diffusione mondiale. Non so però se è uscito solo nell'edizione italiana, comunque National Geographic di dicembre, racconta, con un tono tipicamente da turista, la realtà della città. Secondo me, senza un criterio: si passa da un argomento all'altro senza filo conduttore, come se si stesse riassumendo un editoriale. Almeno sono stati onesti nel mettere tra parentesi che in un'ora esatta vedi (credi di vedere) tutto. Ma il Collegio di Spagna, è importante più di tante altre cose non citate nell'articolo?
E se mi proponessi come inviato della Reuters..
12月15日

La bachelite come bacchetta magica

"Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?", "Può disporre la tastiera del mio computer in ordine alfabetico?", e ancora: "L'ascensore del mio palazzo si è fermato. Mi può aiutare?". Tecnologia e comuni mortali, quando il computer finisce nelle mani delle persone sbagliate il risultato è un'esilarante richiesta di aiuto ai servizi di assistenza informatica. Robert Half, direttore di una importante azienda americana che fornisce professionisti dell'informatica, dai disegnatori di siti web fino al personale addetto al supporto tecnico, ha riunito in un divertente studio pubblicato sul sito Robert Half Technology le 1400 domande più improbabili ricevute da oltre cento impiegati di centri di assistenza informatica sparsi su tutto il territorio degli Stati Uniti. La domanda più gettonata riguarda un classico dell'analfabetismo informatico: il lettore cd, integrato all'interno di molti portatili o presente nel case, viene comunemente scambiato per un supporto destinato all'appoggio delle tazze da caffè. Grazie allo studio di Robert Half si scopre però che davanti al malfunzionamento dei computer gli umani possono avere strane reazioni. "Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?", oppure, "Il mio portatile è stato investito da un camion. Secondo lei cosa dovrei fare?", ma anche, "Come faccio a leggere le mie e-mail?" e infine "Il mio computer mi dice di premere un tasto qualsiasi per continuare? Dove si trova il tasto qualsiasi?". Nella classifica delle domande più strane sono queste che si piazzano nella top ten. Katherine Spencer, direttore esecutivo della Robert Half Technology, sostiene che queste richieste così bizzarre sono, oltre che comiche, un metodo per capire quali dovrebbero essere le conoscenze essenziali di un ufficio informazioni e di un servizio di supporto tecnico. "La ricerca ha fatto emergere nuove esigenze per il settore: ora sappiamo che un impiegato del servizio di assistenza non deve solo essere preparato ma anche dimostrare doti di pazienza, empatia e senso dello humour". Più che problemi legati al funzionamento del computer a volte gli utenti sembrano riversare sul personale del servizio di assistenza frustrazioni e disagi di natura più profonda. Cosa pensare del cliente che chiedeva dettagli su come bloccare la ricezione delle e-mail inviate dal direttore? Oppure di chi avrebbe preferito non ricevere e-mail il venerdì? O ancora di chi voleva installare la tv via cavo direttamente sul proprio portatile? A metà tra il timore reverenziale e la più innocente curiosità, c'è anche chi spera di trovare al numero verde risposte che neanche gli scienziati sanno dare: "Scusi, dove scarico il software per seguire la rotta degli Ufo?".

E' questo che vorrei a Natale.

12月10日

Il navigatore è servito.. un po'

 
Nonostante la nebbia del mattino, che per un momento mi ha fatto tentennare, ho voluto fidarmi di un pallido sole che a volte sbucava dalle finte nuvole. Solo casa mia era avvolta dalle brume invernali, poi ho acceso il navigatore, sicuro che mi portasse dovunque volessi. Non è stato esattamente così, ma non mi sono neanche perso, anzi, se non l'avessi avuto avrei imboccato a caso le strade che mi si sono parate davanti. Serve un aggiornamento comunque, se qualcuno può darmi una mano..
Cadelbosco, Guastalla, Gualtieri, Boretto, Brescello. Se ci fosse stato più tempo, un passaggio a Correggio l'avrei fatto. L'avrei fatto se il pranzo non mi avesse tenuto a sedere così tanto.
In che divisione gioca il Brescello? C'è stata l'invasione dei regaz verso sera, tutti nella piazza con i borsoni davanti al Caffè Don Camillo.
Ho voglia di vedere un po' di neve adesso.. in città. Tanto del casino ce n'è già per il Motorshow, se poi per la strada girano dei rincoglioniti tutti in fila indiana quando ci sono almeno due corsie per ogni senso di marcia, allora non bisogna dire che la neve creerebbe dei disagi.
 
"Cos'è cos'è questa sensazione?
E' come un treno che mi passa dentro senza stazione
Dov'è Dov'è il capostazione?
Sto viaggiando senza biglietto e non ho direzione
E' lei è lei che prende la mia mano
e mi accompagna in questo lungo viaggio
andiamo lontano
ecco cos'è tutto il mio stupore
non è facile guardare in faccia la traformazione
E' il mio corpo che cambia nella forma e nel colore
è in trasformazione
è una strana sensazione
in un bagno di sudore
E' il mio corpo che cambia... e cambia (x4) 
Cos'è Cos'è questa sensazione?
E' come un treno che mi passa dentro senza stazione
E dimmi qual'è qual'è la mia direzione
sto viaggiando senza biglietto nè limitazioni
E' il mio corpo che cambia nella forma e nel colore
è in trasformazione
è una strana sensazione
in un bagno di sudore
è il mio corpo che cambia...e cambia (x4)"
12月6日

Alla ricerca del tempo perduto

 
 
"Le 81 vittime della strage sono ricordate attraverso altrettante luci che dal soffitto del Museo si accendono e si spengono al ritmo di un respiro. Intorno al velivolo ricostruito 81 specchi neri riflettono l'immagine di chi percorre il ballatoio, mentre dietro ad ognuno di essi 81 altoparlanti emettono frasi sussurrate, pensieri comuni e universali, a sottolineare la casualità e l'ineluttabilità della tragedia. 10 grandi casse nere sono state disposte dall'artista intorno ai resti riassemblati del DC9: in ognuna di esse sono stati raccolti decine di oggetti personali appartenuti alle vittime. Scarpe, pinne, boccagli, occhiali e vestiti che documenterebbero la scomparsa di un corpo, rimangono così invisibili agli occhi dei visitatori."
 
Nei giorni scorsi, qualcuno è venuto a dirmi che prima o poi la vita presenta il suo conto, che può andare tutto bene per un lungo periodo ma che alla fine se ne risponde di ciò che si è fatto. Non lo so io, se sia così. Di certo, la cattiveria, la strafottenza e l'arroganza non portano benefici. E l'ipocrisia, sì, può far illudere di sentirsi padroni di tutto, di avere dei diritti, di essere dalla parte dei giusti e di avere la coscienza a posto.
Quindi, se proprio non ce la si fa a non avere due facce, lascia stare.
Mi sono sempre stati insopportabili i burattinai, e le marionette che non si accorgono di essere manipolate.
Potrei scrivere "Anche io", oppure "Che pena".
Ma vaffanculo.
12月1日

Phylones è una sorta di doppione

"Quante volte ve lo devo dire? La vita non è perfetta, le vite nei film, sono perfette, belle o brutte, ma perfette. Nei film non ci sono tempi morti. La vita è piena di tempi morti. Nei film sai sempre come va a finire. Nella vita non lo sai mai. Mai!"
La mia ultimamente non ne ha. Non era così fino a qualche mese fa. E poi cosa s'intende per tempi morti? Sono forse quei momenti nei quali uno non ha niente da fare, i periodi di transizione tra una cosa e l'altra, i momenti di riposo, le occasioni per riflettere? O sono proprio quelle volte in cui la noia ti assale e non sai dove andare per sfuggire via? Nei film e nei libri in effetti sei obbligato a seguire il tempo dettato dal racconto, non si può assaporare di più o di meno un singolo episodio. Nella vita invece ti prendi tutto, ti sorbisci l'ora di traffico, le notti insonni a pensare a qualcosa o a qualche persona, e non basta qualche secondo per far capire che la scena si ripete per un tempo molto lungo. Oggi vedi, due cose mi hanno distaccato dalla realtà, ovviamente l'uno all'opposto dell'altra, cosicchè i due poli si sono annullati a vicenda. E non l'avevo di certo preventivato. Mi sono avvicinato all'idea di essere immerso nei tempi morti. Avvicinato ho detto, a capire cosa vuol dire.
Io comunque rimango ottimista.
I want to believe.
E sulle note di Can't Help Falling In Love che stanno dando adesso, mi commiato.
Proprio come faceva lui.
 
P1000773